COME CARTA DI RISO. INTERVISTA ALLA POETESSA ALESSANDRA MONTESANTO

di Laura Bonelli

Poesia, cinema e impegno sociale. Alessandra Montesanto conosce bene la ricchezza dei sentimenti. Nella sua raccolta di poesie Come carta di riso (Oèdipus) i pensieri corrono alle persone amate, alla ricerca della propria forza interiore e si fondono a preghiere laiche, riflessioni che partono dal profondo e si manifestano nella loro semplicità.

Monica Moka Zanon nella postfazione descrive bene le trame poetiche della Montesanto:  “Nostalgia, malinconia, gentilezza, tormento, intrecciati nell’ anima perennemente in equilibrio sul filo tagliente della vita.”

 

Cover-Montesanto-ComeCartaDiRiso-v3_page-0001

 

Perchè hai intitolato la tua silloge “Come carta di riso”?

Un artista contemporaneo cinese realizza cianotipi, impressionando la carta di riso con la luce del sole. Queste sue opere mi hanno colpito molto, tanto da acquistare fogli di carta di riso e scoprire che sono da un lato molto lisci e dall’altro ruvidi. Ho pensato, quindi, che mi potessero rappresentare. La carta di riso, inoltre, assorbe la luce naturale, come io penso di assorbire, spesso, le emozioni altrui per una sensibilità innata, ma che può portare ad essere empatici, ma anche a soffrire.

 

Nelle tue poesie si capisce quanto siano importanti i legami familiari e amicali…

Sono fondamentali. Non sono madre e resto, quindi, ancora figlia e la storia della mia famiglia di origine non è stata del tutto serena, per cui ho elaborato con la scrittura (imperfetta) dolori e inquietudini, col tempo, risolti.

Le amicizie sono radici nuove, legami profondi che accompagnano il mio Presente e, spero, il Futuro in un rapporto basato sulla scelta reciproca e un patto intimo.

 

20180610-143207

Alessandra Montesanto

 

Requiem per i migranti è strettamente collegata alla tua attività sociale. Ce ne parli?

Da sette anni sono responsabile di un’associazione culturale – Associazione Per i Diritti umani, www.peridirittiumani.com – con la quale vogliamo monitorare la tutela dei diritti universali nel mondo e divulgare la loro cultura attraverso il giornale online e attività per le scuole e per i cittadini.

Fin da ragazza – e anche con gli studi umanistici – mi sono interessata in particolare agli esclusi, agli ultimi e l’associazione, quindi, è stata l’approdo di un percorso iniziato tempo fa, ma che continua ogni giorno.

 

Un’altra caratteristica che si evince dalle tue rime è la necessità di trovare e manifestare la propria forza.  Da dove si trae?

Negli anni ho cercato sempre di fare ricerca dentro di me, di affrontare le mie fragilità grazie all’approfondimento di diverse forme culturali (letture, Arte, Cinema), con percorsi psicanalitici, con il confronto con gli altri e credo di essere giunta ad una buona consapevolezza di ciò che è accaduto nella mia esistenza, di ciò che desidero e di quello che, invece, non voglio più. Non è facile trovare un equilibrio, è una ricerca perenne, ma è importante manifestare i propri pensieri, le proprie emozioni in maniera rispettosa, in qualsiasi modo sia congeniale alla persona, ma chiara. E questo mio primo approccio alla forma poetica mi ha aiutata molto.

 

Requiem per i migranti
Avete riposto
in noi
le vostre
anime,
come noi rimettiamo
a voi
i nostri torti.
Non indulgete
nel Perdono,
ma liberatevi
del nostro Male
Amen

(da Come carta di riso)

 

DE-GRANDI-Naufragio-oliosutela-2014-cm150x180-LGT

Francesco De Grandi, Naufragio (2014)


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...