A NATALE MI VIENE SEMPRE UN GRAN MAL DI TESTA

di Accursio Soldano

 

Il Natale, come il giorno del compleanno, dellʼanniversario di fidanzamento, del matrimonio o di San Valentino, è una di quelle ricorrenze in cui ogni essere umano si aspetta un regalo. E per dirla tutta, uno dei pochi giorni in cui non basta il pensiero.

A differenza degli anniversari, che col tempo passano nel dimenticatoio e di San Valentino che spopola i primi anni (quando i giovani fidanzati si amano, si scambiano bacetti e sono alla ricerca del giusto regalo) col tempo anche lui muore, colpito da un freccia anti-smancerie di Cupido.

 

GIFTS

 
Il Natale invece è a prova di dimenticanza perché ovunque ti giri cè qualcosa o qualcuno che ti ricorda che sta per arrivare: le luminarie per le strade, il grande albero di Natale con le luci e le palline colorate piazzato in pubblica piazza con cerimonia di accensione sindacale, gente vestita da Babbo Natale davanti ai supermercati che regala caramelle ai bambini, la filodiffusione per le strade che ti ammorba il cervello e una quantità spropositata di panettoni e pandori che spopolano in TV fra la nuova auto elettrica che guida sola e il nuovo smartphone che tutto pubblicizza tranne che il telefono. Non conta se funziona, ti basta sapere che fa delle belle foto che puoi mettere sui social.

Insomma, se per caso vorresti dimenticarlo, il Natale è lì a ricordarti di mettere qualcosa sotto l’albero fatto in casa. Soprattutto se hai dei figli, se hai una moglie/marito e a maggior ragione se sei solo/a. Perché se nessuno ti fa un regalo, regalatelo!

 

ALBERO DI NATALE

 

Ma cosa? Perché diciamocelo francamente, è il tipo di regalo quello che rischia di far saltare l’armonia familiare e lo spirito natalizio.

Vuoi mettere sotto l’albero una confezione infiocchettata di baci perugina? Si rischia di essere scambiati per spilorci, un anello con diamante? Qui il rischio è di essere accusati di avere le cosidette mani bucate. Certo, il regalo piace, ma non vale il discorso che un diamante è per sempre, perché il prossimo Natale si ripropone il problema. Ci vuole una via di mezzo. Un libro? Figuriamoci se a Natale, fra lenticchie, cotechini, spumante e dolci di varia misura uno può essere felice se apre il pacchetto e trova un libro. Quando mai si è detto che Babbo Natale legge romanzi?
Insomma, ogni ricorrenza porta con se un problema più o meno grave. Difficile da risolvere.

La soluzione? Un bel mal di testa che inizia il 23 dicembre e finisce il 26 con annessa copertina di lana, borsa dell’acqua calda e TV accesa a vedere “Una poltrona per due”.

 

DUE

 

Con questo stratagemma si raggiungono due risultati: si elimina il problema del regalo (impossibilitati ad uscire di casa per comprarlo) e nel più totale spirito natalizio, quando con occhi lucidi e sguardo da pesce lesso dirai “mi spiace, non c’è l’ho fatta ad alzarmi dal letto per comprarti il regalo” sarai sommerso/a da abbracci, cure e attenzioni.


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